Rinascere dall’Abisso: La Metafora di Lunacid sulla Depressione

Nel panorama videoludico indipendente, Lunacid si distingue non solo come un omaggio ai classici dungeon crawler degli anni ’90, ma come una potente metafora del viaggio umano attraverso la depressione. Sviluppato da Akuma Kira, il gioco invita i giocatori a esplorare il Grande Pozzo, un abisso oscuro dove i reietti vengono abbandonati. Tuttavia, il protagonista — e il giocatore — trova un percorso per avanzare, scoprendo frammenti di luce e possibilità di redenzione anche nelle profondità più cupe.

Lunacid riesce a intrecciare temi universali di lotta interiore e rinascita, richiamando fonti ispiratrici che spaziano dalla narrativa gotica di Dante Alighieri alle visioni orrorifiche di Junji Ito.


Un viaggio nel cuore della depressione

La depressione è spesso descritta come un abisso senza fondo, un luogo in cui ogni passo sembra un peso insormontabile. Questo è esattamente ciò che rappresenta il mondo di Lunacid: il Grande Pozzo è un ambiente vasto, opprimente e ostile, dove la luce è scarsa e i pericoli sono ovunque. Come nella depressione, il progresso non è lineare e richiede una costante esplorazione e resilienza.

  • Il vuoto e l’isolamento: All’inizio del gioco, il protagonista si ritrova solo, circondato da un mondo sconosciuto e ostile. Questo isolamento rispecchia la sensazione di alienazione e disconnessione tipica della depressione.
  • Nemici come demoni interiori: Le creature grottesche che abitano il Pozzo non sono solo avversari, ma simboli delle paure, delle insicurezze e dei traumi che perseguitano chi affronta il buio interiore. Ogni scontro è un passo verso la riconquista di sé.

La meccanica della Lunacy, che si accumula con l’uso della magia e aumenta i rischi del giocatore, incarna la fragilità mentale. Gestirla richiede attenzione ed equilibrio, proprio come la depressione richiede di bilanciare il confronto con i problemi e la necessità di auto-preservazione.


La perdita della mano e il contrappasso

Un elemento chiave del gioco, la perdita della mano del protagonista all’inizio, può essere letta come una forma di contrappasso dantesco. Nel linguaggio simbolico del gioco, la mano rappresenta il potere d’azione, la capacità di agire sul mondo. La sua rimozione diventa una punizione o un’espressione di espiazione, forse legata a un passato oscuro del protagonista.

Tuttavia, questa privazione iniziale non è solo una condanna, ma anche un punto di partenza per la crescita. Proprio come nella Divina Commedia, dove il contrappasso è spesso un mezzo di purificazione, la perdita della mano costringe il protagonista a reinventare se stesso e a cercare nuovi modi per affrontare le difficoltà del viaggio.


Il simbolismo della luna e il richiamo a Dante

Un elemento centrale di Lunacid è il sistema delle fasi lunari, che influenzano il gameplay: durante la luna piena, il giocatore accumula più Lunacy, mentre durante la luna nuova non ne accumula affatto. Questo ciclo simboleggia i mutamenti emotivi, i momenti di luce e oscurità che caratterizzano il viaggio attraverso la depressione.

Il richiamo alla luna trova un parallelo nella Divina Commedia di Dante Alighieri, dove il viaggio dell’autore attraverso l’Inferno e il Purgatorio rappresenta una lotta interiore per raggiungere la redenzione. Come Dante, il protagonista di Lunacid si muove in un mondo di sofferenza e oscurità, cercando una via d’uscita. E, come Virgilio guida Dante, Lunacid offre al giocatore frammenti di luce attraverso cristalli di salvataggio e percorsi segreti che simboleggiano i momenti di tregua e introspezione.


Creature, atmosfera e il tocco di Junji Ito

L’estetica di Lunacid è profondamente radicata nel dark fantasy e nell’horror. Le creature che popolano il Pozzo, con le loro forme contorte e surreali, ricordano i lavori di Junji Ito, maestro dell’horror giapponese. Storie come Uzumaki e The Enigma of Amigara Fault esplorano il terrore psicologico e il grottesco, elementi che trovano eco nel design dei nemici di Lunacid.

  • Horror cosmico: L’inspiegabilità delle forze che governano il mondo di Lunacid richiama l’horror cosmico di Ito, dove il mistero è spesso più spaventoso della rivelazione.
  • Paesaggi surreali: Le ambientazioni di Lunacid combinano bellezza e decadenza, con rovine antiche e architetture gotiche che evocano mondi perduti, simili ai luoghi da incubo dei manga di Ito.

Un cammino di redenzione e speranza

Il viaggio di Lunacid è un’allegoria del trionfo sulla disperazione. Sebbene il gioco non offra risposte facili, ogni nemico sconfitto, ogni segreto scoperto e ogni passo avanti rappresentano una vittoria contro l’oscurità. Questa progressione richiama il messaggio centrale della Divina Commedia: anche nei momenti più bui, esiste una possibilità di redenzione.

Come Dante termina il suo viaggio “a riveder le stelle”, il giocatore di Lunacid trova la forza di avanzare, trasformando un mondo ostile in un luogo di scoperta e crescita. Lunacid ci ricorda che, anche quando ci troviamo nell’abisso, ogni passo verso la luce è una vittoria.

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