Recensione di Phoenix Springs

“Phoenix Springs” è un’avventura punta e clicca unica nel suo genere, sviluppata da Calligram Studio. Il gioco si distingue per la sua estetica surreale, la narrazione stratificata e le meccaniche innovative, offrendo un’esperienza che sfida le convenzioni del genere. Con un’atmosfera che ricorda le opere di David Lynch, il gioco trasporta il giocatore in un mondo inquietante, affascinante e profondamente enigmatico.


Wow factors:

1. Direzione artistica straordinaria

L’aspetto visivo è uno dei maggiori punti di forza del gioco. Ogni ambiente è realizzato con colori pieni e linee decise, ricordando una graphic novel neo-noir. La scelta estetica evoca le atmosfere oniriche e inquietanti dei film di Lynch, come Mulholland Drive o Twin Peaks, immergendo il giocatore in una realtà ambigua e destabilizzante.

2. Trama coinvolgente e matura

La storia ruota intorno a Iris Dormer, una giornalista che si avventura nella misteriosa comunità di Phoenix Springs alla ricerca del fratello scomparso. La narrazione criptica, carica di sottotesti e momenti surreali, richiama le narrazioni frammentate e misteriose di Lynch, lasciando spazio a interpretazioni personali e spingendo il giocatore a riflettere su tematiche come la bioetica, l’immortalità e il decadimento sociale.

3. Atmosfera lynchiana

Phoenix Springs riesce a catturare un’atmosfera rarefatta e inquietante, che ricorda le cittadine sospese nel tempo di Lynch. La colonna sonora minimalista e l’uso dei silenzi amplificano la tensione, mentre i personaggi ambigui e le situazioni surreali creano un senso di mistero continuo. Phoenix Springs non è solo un luogo, ma un’esperienza sensoriale che sembra uscire direttamente da un sogno.


Punti un po’ Ew:

1. Ritmo narrativo lento

Sebbene la trama sia affascinante, il ritmo del gioco risulta piuttosto lento . Questo approccio deliberato potrebbe non essere apprezzato da chi cerca una progressione più dinamica e immediata anche detti: “impazienti”.

2. Enigmi criptici

Gli enigmi di Phoenix Springs, spesso legati a collegamenti mentali e deduttivi, possono risultare opachi, specialmente quando vengono combinati con la narrazione surreale. È un’esperienza che premia l’osservazione e la pazienza, ma che potrebbe scoraggiare chi preferisce una storia più lineare e guidata.

3. Breve durata

La durata complessiva, di circa 4-6 ore, lascia una sensazione di incompiutezza dato un finale anche troppo aperto. I fan delle narrazioni dense e stratificate potrebbero desiderare uno sviluppo maggiore di alcuni personaggi e temi che sembrano però affrettati.


Verdetto finale

Phoenix Springs è un’opera d’arte interattiva che combina uno stile visivo mozzafiato con una narrazione complessa e temi profondi. Anche se presenta alcuni limiti, come il ritmo lento e la breve durata, il gioco riesce a lasciare un’impressione duratura grazie alla sua atmosfera unica e alle meccaniche originali.

Voto: 7/10
Un’esperienza consigliata agli amanti delle avventure grafiche che cercano una storia intrigante e ricca di significato, ma meno adatta a chi preferisce un gameplay più dinamico o accessibile.

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