Capita ormai sempre più di rado di trovare giochi esplicitamente politici come Metaphor: ReFantazio. Non mi riferisco alla semplice cornice politica che già in passato ha caratterizzato i giochi di Atlus, ma a un chiaro invito a sviluppare un pensiero critico. E non può che tornare alla mente Michela Murgia, che sosteneva:
“Se pensi che la politica non ti riguardi, sappi che è già stata fatta senza di te e probabilmente contro di te.”
Questa idea si sposa perfettamente con la narrazione di Metaphor: ReFantazio, dove il potere non è mai neutrale e ogni scelta, anche quella di restare in silenzio, ha conseguenze politiche.

Un Racconto di Discriminazione e Potere
Come detto, Metaphor: ReFantazio affronta in modo esplicito temi politici, intrecciando la sua narrativa con questioni come discriminazione, gerarchie sociali e lotta per il potere. Ambientato nel Regno di Euchronia, un regno fantasy medievale, il gioco esplora le tensioni tra diverse tribù, ognuna con caratteristiche fisiche e culturali distintive, riflettendo su come tali differenze possano portare a discriminazione e classismo.
Il protagonista appartiene alla tribù degli Elda, spesso emarginata e vittima di pregiudizi, offrendo una prospettiva diretta sulle sfide dell’oppressione. La storia si sviluppa attorno all’assassinio del re e alla conseguente competizione per la successione al trono, mettendo in luce le dinamiche di potere e le manovre politiche all’interno del regno. I giocatori sono chiamati a navigare attraverso queste complessità, affrontando questioni come l’ineguaglianza sociale e le tensioni razziali, tematiche accentuate dalla scelta artistica ispirata a Bosch, il cui stile onirico e grottesco raffigura mondi in cui il caos, il peccato e la distorsione della realtà dominano, creando un intreccio tra soprannaturale e politica.

L’Omicidio del Re e la Manipolazione del Potere
Nonostante le ovvie differenze, è difficile non paragonare l’omicidio del re di Metaphor alla morte di Giacomo Matteotti. L’ammissione di colpa di Louis Guiabern richiama la celebre dichiarazione di Benito Mussolini, quando nel gennaio 1925 si assunse la “responsabilità politica, morale e storica” dell’omicidio di Matteotti.
Tuttavia, la confessione non è solo un atto di forza, ma anche un’operazione di controllo dell’informazione e della propaganda. Louis non si limita ad ammettere il crimine: lo fa in modo calcolato, trasformando la sua colpa in un atto che legittima la sua pretesa al potere. In questo modo, ribalta la narrazione e convince la popolazione ad accettare il fatto compiuto, proprio come Mussolini usò la sua dichiarazione per consolidare la dittatura, intimidendo oppositori e paralizzando ogni resistenza politica.
In Metaphor, quindi, il potere non si manifesta solo nella violenza, ma anche nella capacità di controllare la percezione della realtà e di riscrivere la storia a proprio vantaggio.

Archetipi e Immobilità Sociale
Il messaggio centrale del gioco sembra essere una critica alle strutture di potere oppressive e un invito a riconoscere e combattere le ingiustizie sociali. Attraverso la sua narrativa e le interazioni tra i personaggi, Metaphor: ReFantazio incoraggia i giocatori a riflettere sulle dinamiche di discriminazione e sull’importanza di promuovere l’uguaglianza e la comprensione reciproca.
Un elemento chiave in questo processo è il sistema di Archetipi, che funge da sistema di classi per i personaggi. I protagonisti del gioco hanno la possibilità di cambiare Archetipo, e quindi il proprio ruolo nella società. Tuttavia, questo privilegio non è concesso agli altri personaggi del mondo di gioco, i quali sono bloccati nel loro ruolo e nella loro posizione sociale.
Gli Archetipi si ispirano direttamente ai concetti sviluppati da Carl Gustav Jung, che li considerava schemi universali della psiche umana, rappresentazioni di ruoli e personalità presenti in ogni cultura e tempo. Nel gioco, questa struttura evidenzia il modo in cui la società definisce rigidamente i suoi membri e limita la loro capacità di autodeterminazione, sottolineando il tema dell’ingiustizia sociale.
Questa meccanica rappresenta una chiara allegoria della rigidità delle classi sociali e delle limitazioni imposte dal sistema. Il fatto che solo il protagonista e i suoi alleati possano cambiare Archetipo suggerisce che la mobilità sociale è un’eccezione, non una regola, sottolineando così l’ingiustizia strutturale su cui si regge il mondo del gioco.

Conclusione
In sintesi, Metaphor: ReFantazio utilizza il suo mondo fantasy per affrontare temi politici rilevanti, offrendo una narrazione che invita alla riflessione sulle ingiustizie sociali e sulle dinamiche del potere. Con il suo racconto di discriminazione, conflitti di successione e manipolazione politica, il gioco sottolinea come la politica influenzi ogni aspetto della società e invita il giocatore a una maggiore consapevolezza e partecipazione attiva.


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