Pubblicato nel 2022 dallo studio indipendente rose-engine, Signalis è un survival horror che ha catturato l’attenzione di critica e pubblico grazie al suo stile retro-futuristico e alla narrazione complessa. Ispirato ai classici del genere come Resident Evil e Silent Hill, il gioco si distingue per la sua capacità di fondere simbolismo, riferimenti culturali e un’estetica malinconica, trasformando ogni sessione di gioco in un’esperienza quasi meditativa.

L’autore è vivo, eccome
Avevo già parlato qui del concetto di “morte dell’autore”, teorizzato da Roland Barthes: l’idea che il significato di un’opera appartenga a chi la interpreta, più che a chi l’ha creata. In Signalis, però, l’autore sembra più presente che mai. Il gioco è intriso di riferimenti, simbolismi e richiami che lo rendono incredibilmente denso e stratificato, quasi un puzzle da decifrare.
Eppure, è proprio questa stratificazione a lasciare spazio all’interpretazione personale. Ogni giocatore può cogliere riferimenti diversi e leggere la storia in chiave unica e soggettiva, rendendo l’esperienza altamente personale pur partendo da un’opera chiaramente diretta e voluta dai suoi creatori.
Un mosaico di ispirazioni
Signalis è un prodotto che attinge da cinema, letteratura, filosofia e videogiochi, trasformando ogni elemento in un pezzo del suo intricato mosaico.
1. I classici survival horror
Il gioco omaggia apertamente i capisaldi del genere:
- Da Resident Evil, eredita la gestione dell’inventario e la tensione costante.
- Da Silent Hill, prende la narrazione psicologica e l’atmosfera opprimente di ambientazioni claustrofobiche.
Il risultato è una prospettiva ibrida tra la terza e la prima persona che richiama i titoli anni ‘90, modernizzata con una cura quasi minimalista.
2. Filosofia e introspezione psicologica
Rifacendosi a opere come Neon Genesis Evangelion, Signalis affronta temi come l’identità, l’alienazione e il conflitto tra umano e artificiale.
L’influenza di autori come Philip K. Dick e Isaac Asimov è evidente:
- Da Dick, le riflessioni sull’identità e la fragilità della realtà percepita.
- Da Asimov, l’idea del conflitto tra programmazione e libero arbitrio, tra le rigide regole imposte alle macchine e il loro emergere come entità capaci di emozioni e desideri propri.
Questi elementi si intrecciano per creare una narrazione che scava a fondo nei temi dell’umano e dell’artificiale.
3. Estetica retro-futuristica
L’aspetto visivo è fortemente ispirato al brutalismo industriale e alla fantascienza anni ‘70 e ‘80, con chiari richiami a Blade Runner e 2001: Odissea nello spazio. L’uso di glitch e la palette desaturata enfatizzano il senso di decadenza e oblio.
4. Cinema e letteratura d’autore
Film come Solaris e Stalker di Tarkovskij forniscono al gioco quel ritmo lento e riflessivo che spinge il giocatore a interpretare ogni dettaglio. È un horror psicologico che non offre risposte facili, ma invita a scavare.
Il Lago dei Cigni e la tragedia dell’amore impossibile
La connessione più inaspettata di Signalis è con Il Lago dei Cigni di Čajkovskij. Entrambe le opere esplorano l’amore come forza tragica e ineluttabile.
- Nel balletto, Odette, trasformata in cigno da una maledizione, è separata per sempre dal mondo umano. Il suo amore con Siegfried è sincero, ma destinato al fallimento. Il sacrificio finale diventa l’unica via di liberazione.
- In Signalis, la replicante Elster affronta sofferenze fisiche e mentali pur di mantenere la promessa fatta ad Ariane, la sua compagna scomparsa. Anche qui, l’amore sembra segnato da un destino crudele: Elster è intrappolata in un ciclo infinito di sofferenza, dove il sacrificio assume la forma di una condanna.
Dualità e il concetto del doppio
Sia Il Lago dei Cigni che Signalis condividono una potente rappresentazione della dualità:
- Nel balletto, Odette e Odile incarnano la purezza e l’inganno, la libertà e la costrizione.
- In Signalis, i replicanti vivono un conflitto costante tra la loro natura artificiale e le emozioni umane che sviluppano. Elster è divisa tra il dovere imposto dalla sua programmazione e il desiderio personale di ritrovare Ariane.
Ma mentre nel balletto il sacrificio finale è una forma di redenzione, in Signalis esso diventa un loop di sofferenza. La promessa di Elster la porta inevitabilmente alla pazzia, alla rinuncia o alla morte, lasciando il giocatore a riflettere sul significato stesso del sacrificio.

Un’opera aperta e profondamente umana
Signalis è un esempio brillante di come il medium videoludico possa esplorare temi universali attraverso simboli e riferimenti, senza mai rinunciare all’interpretazione personale. Il gioco, come Il Lago dei Cigni, racconta un amore tragico, una lotta contro il destino e una dualità che spezza l’anima.
Gli autori sono più che mai vivi in ogni dettaglio: dalle ispirazioni dichiarate ai simbolismi nascosti, Signalis è una lettera d’amore al cinema, alla letteratura e al videogioco stesso. Ma il bello è che l’ultima parola spetta sempre al giocatore, libero di interpretare il sacrificio di Elster come meglio crede.
Alla fine, siamo tutti chiamati a decifrare il nostro Lago dei Cigni.
E voi? Avete già affrontato il ciclo di Elster? Qual è la vostra interpretazione? Raccontatelo nei commenti!


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