1000xRESIST, sviluppato da Sunset Visitor, è un’avventura narrativa di fantascienza che affronta tematiche di oppressione, memoria e identità in un futuro distopico. Pubblicato nel 2024, si presenta come un’opera d’arte interattiva che unisce una trama profonda a un’estetica surreale. Tuttavia, 1000xRESIST non è soltanto una storia di fantascienza: il gioco rappresenta un punto di incontro tra la cultura pop e la filosofia di Mark Fisher, critico culturale e autore di Capitalist Realism: Is There No Alternative?.
Mark Fisher in 1000xRESIST
Mark Fisher ha descritto il capitalismo contemporaneo come un’ideologia totalizzante, capace di plasmare ogni aspetto della vita, dall’identità personale alla cultura pop. Questo “realismo capitalista” si fonda sull’idea che il capitalismo sia percepito come l’unico sistema possibile, al punto da rendere quasi inconcepibile l’immaginazione di alternative.

In 1000xRESIST, questa visione si riflette in diversi aspetti:
1. La distopia come specchio del presente
Il mondo del gioco rappresenta una società dove il controllo è così pervasivo da trasformare l’identità umana in proprietà collettiva. I protagonisti, cloni creati per servire, combattono per preservare la memoria e scoprire la verità, in un sistema che reprime, o meglio guida, ogni forma di individualismo. Questo richiama l’analisi di Fisher sulla perdita della soggettività nel tardo capitalismo, dove persino la resistenza diventa assimilabile e sfruttabile dal sistema dominante.
2. La memoria come atto di resistenza
La narrazione di 1000xRESIST si concentra sull’importanza della memoria non solo come elemento personale, ma come una risorsa collettiva fondamentale per la resistenza. Nel gioco, il recupero dei ricordi perduti non è solo un’espediente narrativo ma un mezzo per riconnettersi all’identità e alla storia, contrastando il sistema che cerca di cancellarle. Questo tema è profondamente legato al pensiero di Mark Fisher, secondo cui il capitalismo cancella sistematicamente le storie di lotta per rafforzare la percezione che “non ci sono alternative” all’ordine presente.
Per Fisher, la memoria storica rappresenta una risorsa cruciale per mantenere viva la possibilità del cambiamento. In 1000xRESIST, il recupero dei frammenti di memoria diventa un atto di ribellione creativa, un modo per riappropriarsi della narrativa cancellata dal regime. Questo non riguarda solo l’individuo: la memoria condivisa è il fondamento della resistenza collettiva e il primo passo per immaginare un futuro diverso. Allo stesso modo, preservare il passato nella vita reale, come nel caso del Movimento degli Ombrelli, diventa un atto politico contro la repressione e la riscrittura della storia.
Un tema che risulta oggi particolarmente urgente. Viviamo in un’epoca in cui eventi storici e lotte sociali rischiano di essere dimenticati o manipolati, spesso oscurati da flussi costanti di nuove informazioni. 1000xRESIST ci ricorda che ricordare è un atto profondamente politico, necessario per contrastare la narrativa dominante e preservare le possibilità di cambiamento.
1000xRESIST pone la memoria come un atto rivoluzionario, un grido di speranza per una trasformazione collettiva.
3. La paralisi ideologica
Le scelte del giocatore in 1000xRESIST sembrano influenzare la trama, ma spesso si rivelano limitate rispecchiando il concetto di Fisher secondo cui, anche nei momenti di ribellione, il capitalismo tende a neutralizzare ogni tentativo di trasformazione, riciclando persino la cultura della resistenza per rafforzare sé stesso.

Cultura pop e resistenza: il ruolo del videogioco
Fisher sosteneva che la cultura pop, inclusi i videogiochi, possa funzionare sia come strumento per perpetuare l’ideologia dominante (il capitalismo) sia come mezzo per criticarla. 1000xRESIST incarna questa duplicità: da un lato, è un prodotto del mercato culturale; dall’altro, invita i giocatori a riflettere criticamente su potere, identità e oppressione.
Il simbolismo del gioco richiama eventi reali, come il Movimento degli Ombrelli di Hong Kong, in cui i manifestanti pro-democrazia usarono ombrelli come simboli di resistenza passiva contro la repressione governativa. In 1000xRESIST, questi riferimenti si integrano nella trama, trasformando la lotta per la libertà in un’esperienza universale che tocca anche tematiche che spaziano dal trauma generazionale al rapporto conflittuale tra genitori e figli. Questo potrebbe essere interpretato (anche dallo stesso Fisher, perché no?) come un atto di resistenza culturale volto a mantenere viva l’immaginazione utopica.
Un gioco per riaccendere l’immaginazione utopica
Mark Fisher ha sempre sottolineato l’importanza di riaccendere l’immaginazione utopica come antidoto al realismo capitalista. In questo senso, 1000xRESIST è più di un videogioco: è un’opera che sfida i giocatori a pensare oltre i limiti imposti dal presente. Attraverso una narrativa coinvolgente e un mondo surreale, il gioco offre uno spazio per esplorare temi complessi e immaginare nuovi orizzonti di resistenza e speranza.

E voi? Avete avuto modo di provarlo? Fatemelo sapere nei commenti!
Fonti
1. Fisher, Mark. Capitalist Realism: Is There No Alternative? (2009).
2. “1000xRESIST: Exploring Sci-Fi Dystopia and Identity in a New Narrative Game.” LillyCorner.com, 2024.
3. “The Umbrella Movement: A Decade Later.” Time.com, 2024.
4. “1000xRESIST and the Power of Memory.” Wiki.gg, 2024.


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